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La finestra in legno è la più verde PDF Imprimer Envoyer
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basse_emissioni_di_CO2_per_la_finestra_in_legno

Nei serramenti la finestra in legno batte alluminio e pvc tre a zero. È il risultato netto e inequivocabile dello studio comparativo sull’impatto ambientale delle tre più diffuse tipologie di materiale – legno, pvc e alluminio, appunto - utilizzate per la realizzazione di un infisso nell’arco del suo ciclo di vita. Lo studio, primo nel suo genere, è stato promosso nel 2012 dal Gruppo LegnoFinestraItalia, l’Associazione di Prodotto nata cinque anni fa su iniziativa di una quarantina di aziende – produttori e aziende di filiera - impegnate ad promuovere i valori di qualità produttiva dei serramenti in legno, vera e propria eccellenza del Made in Italy.
A realizzarlo, sul campo, il laboratorio del Cert (Centro di Certificazione e Test) di Treviso Tecnologia, che vanta una specifica esperienza tecnica nazionale nei serramenti.

La metodologia impiegata per la quantificazione della prestazione ambientale del servizio è stata la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA - Life Cycle Assessement), regolata dalle norme ISO della serie 14040, che considera tutte le fasi dbasso_consumo_di_energia_per_la_finestra_in_legnoei processi operativi: dalla gestione delle materie prime, all’utilizzo delle diverse componenti di produzione, al trasporto, alle fasi di vita legate all’uso del prodotto, sino alle fasi di fine vita della finestra.

Lo studio ha considerato tre diversi indicatori d’impatto: GWP100 (Global Warming Potential), che comprende le emissioni di anidride carbonica (il principale gas serra) e altri gas lungo durante tutto il ciclo di vita del prodotto; Cumulative Energy Demand, indicatore analizza l’impiego delle risorse energetiche; Life Cycle Inventory, indicatore che prende in considerazione il consumo di acqua nelle diverse fasi di gestione. Ebbene, in tutti e tre gli indicatori le performance ambientali della finestra in legno sono risultate ottimali.

Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica, l’infisso in legno lungo l’intero ciclo di vita - costruzione, utilizzo per cinque anni e smaltimento telaio - produce un totale di 283 kg di CO2 equivalente, a fronte dei 397 di quello in pvc, e dei 392 di quello in alluminio. Per quanto riguarda il consumo di energia, la finestbasso_consumo_d'acqua_per_la_finestra_in_legnora in legno registra un totale 5.290,65 MJ (megajoule) di energia, a fronte di 6.537,27 MJ di quello in pvc, e di 6.041,41 MJ di quello in alluminio. Ma è soprattutto per quanto riguarda il consumo idrico che l’infisso in legno dà il meglio di sé: meno della metà rispetto ai materiali concorrenti. Se nell’intero arco di vita della finestra in legno si consumano 2.515,35 litri di acqua, in quello dell’infisso in pvc si sale a 6.221,03 litri, superiore a quello della finestra in alluminio, che chiede 5.153,65 litri.

In definitiva, i dati forniti dal Cert confermano tutti i valori naturali della finestra in legno, una produzione nazionale di grande storia e prestigio, riconosciuta anche all’estero come un fiore all’occhiello del Made in Italy non solo da un punto di vista produttivo ed economico, ma anche ambientale, configurandosi come la soluzione ottimale in termini di impatto sulle emissioni e i consumi. Una conclusione che, dati alla mano, rovescia antiche convinzioni in merito all’impatto ambientale dell’utilizzo del legno in termini di deforestazione. Non solo, ma in un’ottica di progettazione sempre più attenta alle esigenze dell’ambiente e di un’economia sostenibile, anche alla luce dei dati della ricerca la finestra in legno rappresenta la scelta ideale per la moderna green economy.